Recensione

Capcom, forte del successo di vendite ottenuto con Residente Evil 4, il 20 luglio 2005 annuncia la produzione di un nuovo capitolo. Dopo una lunga attesa, la oramai famosa saga di Resident Evil, conosciuta in Giappone con il nome di Biohazard, finalmente approda nel mondo delle console di nuova generazione con Resident Evil 5, titolo che riprende molti elementi da Resident Evil 4. Questo ultimo capitolo, come detto poc'anzi, prosegue sulla falsa riga del predecessore riprendendo il gameplay molto più action e assai lontano da quello che ha caratterizzato i precedenti titoli. La produzione è affidata questa volta a Jun Takeuchi, già direttore di Onimusha e produttore di Lost Planet: Extreme Condition e Keiji Inafune, promoter di Resident Evil 2 , produttore esecutivo di Resident Evil 4 nonché mente creativa dell'ormai celebre e divertentissimo Dead Rising.

Il gioco è ambientato in Africa e vede come protagonista una vecchia conoscenza che tutti i fan della saga ricorderanno: Chris Redfield. Chris, ormai ex agente della S.T.A.R.S., decide di partire alla volta dell'Africa, in cui stanno avvenendo strani eventi, da un lato, per cercare indizi che vogliono la sua ex partner Jill Valentine nel continente africano, dall'altro, per sposare la causa antiterroristica della BSAA, un'organizzazione che si occupa di combattere il terrorismo biologico. Come già avvenuto nel primo Resident Evil, anche questa volta Chris non sarà solo.
Egli sarà infatti coadiuvato dalla bravissima e bellissima Sheva Alomar, un membro della divisione BSAA africana. Chris, dovrà investigare, insieme alla sua partner, su strani fatti avvenuti all'interno di un villaggio del continente africano, in cui i due scopriranno ben presto che intere popolazioni sono state contagiate dall'ormai noto parassita degli “Illuminados” (vedi Resident Evil 4 Nda), rilasciato da un'organizzazione bio-terroristica segreta che risponde al nome di Tri-Cell.
Tuttavia, procedendo con la storia, i più accaniti fan della serie potranno ritrovare qualche altra “vecchia conoscenza” della famosa serie horror di Capcom. Ma non vi anticipo nulla... enjoy the game guys!

GRAFICA & SONORO

Sorvolando l'unico neo che è rappresentato dall'assenza di sincronia verticale (inesistente nella versione ps3 e risolvibile sulla versione xbox360 abbassando la risoluzione a 720p), il gioco si presenta graficamente ineccepibile. I modelli poligonali rasentano la perfezione, il numero di poligoni su schermo è ragguardevole e le texture sono molto ben definite e pulite, questo grazie ad un design molto curato sotto ogni minimo dettaglio. Spicca infatti un massiccio nonchè ottimo effetto di bump mapping usato nella maggior parte delle texture, dynamic shadowing, post-processing, depth of field, light scattering, parallax mapping, degni di essere riprodotti sulle migliori schede grafiche per PC in circolazione. Altri effetti grafici molto ben riprodotti sono rappresentati dal fuoco e dall'acqua la cui qualità appare subito di livello superiore rispetto al parco titoli di questa ultima generazione. Per ciò che riguarda la sezione audio, il titolo Capcom vanta un ottimo doppiaggio e una colonna sonora composta da molti brani in grado di sottolineare la tensione presente nel gioco.

GIOCABILITA' & LONGEVITA'

In termini di gameplay il gioco ricalca in pieno la meccanica del suo predecessore.
Quindi, cari fan della serie, scordatevi in primis il gameplay a telecamera fissa visto nei primi tre capitoli; in secundis, dimenticatevi (ma lo avevo già fatto con il quarto capitolo) gli zombie; in tertiis dimenticatevi un gameplay da gioco action. Su quest'ultimo permettetemi di fare qualche piccola precisazione: il gioco, per quanto possa rasentare da un punto di vista estetico la perfezione (vedere il paragrafo successivo riguardante la grafica) lascia ancora un po' di amaro in bocca in quanto a giocabilità. Questo infatti stenta a decollare dal punto di vista dell'azione, restando ancora troppo legato ad un vecchia meccanica di gioco che meglio si adattava ai primi tre capitoli della serie. Nonostante qualche piccolo passo avanti, pur mirando ad un gameplay da action game, manca ancora di quelle piccole accortezze, come per esempio la possibilità di sparare in movimento, che avrebbero potuto fargli fare quel salto di qualità rispetto al suo predecessore e farlo entrare a pieno titolo nell'olimpo dei giochi più belli dell'ultimo decennio.
Come già in parte visto in Resident Evil 4, anche in questo capitolo c'è la possibilità di usufruire di talune coperture. La necessità di ripararsi sorge dal fatto che, in Resident Evil 5, i nemici - oltre a non essere ovviamente più zombie - utilizzano anche armi da fuoco (e potenti!) rendendo di conseguenza il gioco molto più action. Resta il problema che ti puoi riparare solo dove hanno deciso i programmatori di farti coprire e non dove ti pare! Insomma, un piccolo scivolone da parte di Capcom, che riduce la discrezionalità del giocatore.
Dal punto di vista dei controlli sono disponibili quattro diverse configurazioni, messe per soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di giocatore ed inoltre è stata data la possibilità, grazie allo “strafe laterale” di eseguire movimenti laterali, molto utili soprattutto per schivare gli oggetti che gli infetti ci tireranno contro. Le tensione, vista la conformazione delle mappe e la presenza di molti nemici su schermo, non mancherà.
Una differenza che spicca in questo nuovo capitolo è l’assenza del mercante. Mentre infatti in Resident Evil 4 la funzione di compravendita veniva svolta da uno strano figuro, questa volta, sparse per i vari scenari troveremo casse e valigette contenti armi, munizioni, spray ed erbe mediche che serviranno per curare le nostre ferite, senza dimenticare il denaro necessario che servirà, una volta finito il capitolo per acquistare i vari potenziamenti del nostro arsenale.

L'aspetto forse più interessante di Resident Evil 5 è rappresentato dalla modalità cooperativa ottima sia offline che online, grande novità quest' ultima, anche perché su Resident Evil Outbreak preferisco sorvolare visto il respawn infinito degli zombie e le munizioni ben presto finite per il povero giocatore ed i suoi compagni! Proprio la modalità cooperativa rende l'esperienza di gioco sicuramente più stimolante, lunga e profonda.
Tra gli altri aspetti degni di menzione vi è, oltre la suddetta modalità cooperativa, la possibilità di giocare - una volta finit la missione principale - la modalità mercenari (ripresa da Resident Evil 4) e la nuova modalità versus (un add-on sotto forma di deathmatch scaricabile da PSN a 4,99€ e dal Xbox Live a 400 Microsoft Points).
La durata dell'avventura è stimabile intorno alle 10-12 ore. Il gioco è composto globalmente da sei capitoli, suddivisi a loro volta in vari atti, solitamente sono tre o quattro, al termine dei quali, ci sarà assegnato un punteggio sotto forma di lettera che varierà in funzione di diversi parametri come: la precisione, il tempo impiegato per terminare una sessione, il numero di volte che il nostro personaggio verrà ucciso e il numero di nemici abbattuti. Le ambientazioni sono molto varie e spaziano dal classico villaggio africano, alle miniere, alle paludi ad antiche rovine, per terminare ai laboratori, luogo molto amato dai vecchi fan della saga.
Da aggiungere, infine, la quantità pressoché industriale di extra che è possibile sbloccare una volta finito il gioco, a partire dai costumi extra, statuette dei personaggi principali, dossier per approfondire meglio i fatti avvenuti nel gioco comprese le biografie dei personaggi ecc ecc... ma non vi dico altro!

CONCLUSIONI

GRAFICA 9  #########
SONORO 9  #########
GIOCABILITA' 8  ########
LONGEVITA' 7.5  ########\

VOTO 8.5  #########\

Cari lettori, Resident Evil 4 ha stravolto i primi tre capitoli della saga (non sto qui a dirvi i motivi che ormai già sapete), mentre Resident Evil 5 riprende, con qualche piccola miglioria, lo schema di gioco del 4 senza però migliorarlo nei suoi punti deboli che abbiamo già menzionato in precedenza. In sostanza, Resident Evil 5 si presenta come un Resident Evil 4 trasposto in HD.
Gradite restano, tuttavia, la presenza di vecchie conoscenze della saga che certamente non possono che far piacere a tutti i fan della serie. Queste figure sono inserite in contesto del tutto differente rispetto a quello dei primi capitoli. Per questi motivi i personaggi principali sembrano scivolare nell'ombra in modo del tutto anonimo e senza quello spessore che li caratterizzava nelle precedenti avventure.
In sostanza, il gioco, nonostante il riemergere di vecchie conoscenze della serie, procede in modo del tutto anonimo, senza fornire le risposte che tutti quanti i videogiocatori si sarebbero aspettati, mettendo, di contro, ancora più carne al fuoco di quanta già non ce ne fosse!
Per il resto, nonostante questi punti di ombra sulla storia e un gameplay un po' troppo sofferto, reputo il gioco graficamente splendido insieme a Metal Gear Solid 4. Insomma, quando si parla di grafica la mano dei giapponesi si vede sempre!

Marcus Burnett

 

La recensione potrebbe non rispecchiare le vostre idee in merito a questo capitolo, vi invitiamo a prendere questo testo come un parere soggettivo.

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