Zero Hour

 
TITOLO (US): Zero Hour
TITOLO (IT): N/R
N° PAGINE: 288 pagine
AUTORE: S.D. Perry
DATA: (US) 26 Ottobre 2004
EDITORE: (US) Pocket Star Books
TRADUZIONE: N/R
COPERTINA: N/R
(1)ISBN: 0-671-78511-7
(2)ISBN-13: 978-0-671-78511-6

(1) ISBN: International Standard Book Number
(2) ISBN-13: codice ISBN a 13 cifre (1/1/2007)

TRAMA

Rebecca Chambers, giovane medico del team Bravo della S.T.A.R.S., è sull'elicottero assieme agli altri membri del gruppo, ingaggiati per indagare sulle scomparse e gli omicidi avvenuti nella foresta circostante Raccoon City, presso le Arklay Mountains. Rebecca è alla sua prima missione, e spera di non farsi cogliere impreparata... e in un istante un danno all'elicottero fa precipitare tutti i membri del Team Bravo in mezzo alla foresta. Fortunatamente dopo l'impatto tutti rimangono illesi. La prima cosa da fare è assicurarsi che l'area circostante sia sicura, così Enrico Marini, il capo del team, ordina di dividersi, per poi tornare a fare rapporto. Nell'agitazione del suo primo incarico e della situazione Rebecca è particolarmente all'erta, e, nascostasi nella foresta, trova una jeep della polizia ribaltata con accanto i corpi di due militari, morti nelle stesse circostanze delle altre vittime ritrovate nelle zone di Arklay. Grazie ad una cartella trovata sul luogo dell'incidente, il team Bravo constata che ha una nuova priorità: ritrovare il fuggitivo Billy Coen, sottotenente dei Marine, arrestato per l'assassinio di 23 persone, e ora fuggito alla prima occasione presentatagli per sfuggire alla pena capitale.
Albert Wesker è impegnato a recuperare dei file riguardanti il laboratorio abbandonato sulle montagne Arklay perchè un contagio non contenuto si è esteso verso le altre sedi Umbrella circostanti a causa del deragliamento dell'Ecliptic Express. Attraverso i monitor si fa strada nella sua mente l'idea di un sabotaggio e anche di smettere di lavorare per persone ovviamente inferiori a lui. E adesso è incaricato di condurre il team Alpha S.T.A.R.S. nel laboratorio dell'Umbrella sulle Arklay Mountains, per avere i dati di combattimento di militari addestrati contro le B.O.W.
Rebecca Chambers si trova da sola a verificare la sicurezza dell'area circostante l'elicottero, quando si trova davanti un ostacolo: un treno, in cui può notare cinque cabine, tutte portanti il nome "Ecliptic Express". Strano che si trovi fermo nella foresta... Mentre scorge la figura di una persona, Rebecca è indecisa su cosa fare: entrare o avvisare prima gli altri?
All'interno dell'Ecliptic Express Billy Coen si autoconvince a fuggire ignorando la sua coscienza e a correre il più lontano possibile da quell'inferno. Ma quella non è la sua unica preoccupazione: barricatosi all'interno del treno per sfuggire ai cani che hanno aggredito i militari nella jeep, Billy si accorge di non essere solo. Anche un'altra persona è a bordo, e, senza far rumore, cerca di scorgere qualcosa in più: una S, una T, una A stampati sul dorso della divisa militare bastano al sottotenente Coen per capire che la S.T.A.R.S. lo sta cercando, e che se ne frega se non è lui il colpevole del massacro alla jeep.
Rebecca è certa ormai che sia successo qualcosa di terribile a bordo del treno, e recentemente. Troppo sangue fresco, i tavoli ribaltati, i bagagli a mano ovunque, le luci accese... tutto all'interno è fracassato come se ci sia stato un impatto contro qualcosa. Eppure non ci sono danni alla struttura del treno... Dal sospetto su Billy Rebecca inizia a collegare lo scenario sotto i suoi occhi con gli omicidi nella foresta, e si convince ad andare ad avvisare i suoi compagni; prima però deve assicurarsi che il treno non celi pericoli... La ragazza decide che al primo accenno correrà a chiamare tutto il resto del Team. Mentre pensa a varie ipotesi circa tutto quel caos, Rebecca oltrepassa il primo vagone, e quando apre la porta davanti ai suoi occhi si staglia uno spettacolo raccapricciante: il primo vagone è ridotto male, ma nel secondo ci sono addirittura dei cadaveri, persone uccise così velocemente da non aver avuto il tempo di alzarsi per tentare di fuggire. Rebecca sente un rumore e si rende conto del fatto che non è sola su quel treno. Avanza lentamente con il cuore a mille. All'improvviso trova una radio accanto alla quale c'è un cadavere ricoperto di un fluido gelatinoso che brilla sotto le luci. Mentre esce un lieve struscio di vesti la blocca. Se non fosse per il lamento non si accorgerebbe che uno dei corpi seduti si è alzato e cammina verso di lei. Subito dopo dietro l'uomo ferito ne appare un altro con la faccia squarciata. All'incredula Rebecca, davanti a dei cadaveri che un passo dopo l'altro si fanno sempre più vicini, non resta altro che puntare loro la sua pistola. Gli avvertimenti prima di fare fuoco sono inutili. Rebecca spara finché il primo uomo non si arresta dopo un colpo alla testa. La ragazza riesce a stendere anche il secondo, sempre più incredula su quello che sta accadendo. Poi asserisce che i suoi avversari erano come zombie, ma gli zombie non perdono sangue perché il loro cuore non pulsa... eppure quei due si sono fermati dopo un colpo alla testa. Rebecca è certa che si tratti di una malattia che blocca la percezione del dolore, e che sia collegata agli omicidi nella foresta. Non solo le persone, ma anche gli animali sarebbero potuti essere affetti dalla malattia... deve assolutamente avvisare il team.
Non ci vuole molto a Billy per trovare un'arma, e ora un solo dubbio lo assale: fuggire oppure restare a vedere che cosa combina quell'agente della S.T.A.R.S.? Billy deve assicurarsi che sappia cavarsela da solo, o da sola, e che non sia morto, altrimenti lo avrà sulla coscienza. E comunque costui avrebbe significato un'arma in più. Billy volge le spalle all'uscita del vagone, e segue la direzione da cui provenivano gli spari poco prima per raggiungere il ragazzo. Entra nel vagone successivo e si rende conto dell'orrore: due uomini giacciono a terra, ma cinque minuti prima erano seduti ai loro posti. Si avvicina e nota le ferite da arma da fuoco sulla fronte. Il sangue è ancora caldo. Sa che quelle persone sembravano morte e che deve essere più che attento. Mentre danna la sua coscienza Billy si fa sempre più avanti fino ad entrare nel vagone successivo. Uscirà da quel treno comunque, anche se il ragazzino non si farà vivo nei prossimi due minuti. Scorge un riflesso su una finestra, e si accorge che la figura è accovacciata con le spalle rivolte verso il corridoio. Billy si avvicina e per sicurezza punta l'arma verso il ragazzino. Questo si gira verso di lui e Billy si rende conto che il termine ragazzino non è di certo quello più adatto. Una teenager è china su uno di quei corpi, e Billy finalmente può ritenere pulita la sua coscienza; proprio mentre sta per voltarle le spalle la ragazza gli annuncia che è sotto arresto, che non può lasciare il treno, e che deve seguirla. Billy senza preoccuparsi delle sue minacce le volge le spalle, e andando più avanti si trova dinnanzi uno di quei cadaveri, uno zombie.
Rebecca non può crederci: ha lasciato fuggire Billy Coen. Deve ammettere però che è l'ultima delle sue priorità in quella situazione. Quando sente degli spari provenire dalla direzione che ha preso il sottotenente si trova indecisa sul da farsi finché Edward entra nel treno rompendo una finestra, e si accorge delle sue gravissime ferite. Ma insieme al suo compagno entrano anche due cani che... sono distrutti, totalmente distrutti, con la pelle ridotta a brandelli, gli occhi rossi e le zampe sanguinanti. Edward non è in grado di proteggersi dall'attacco di quegli animali, e Rebecca non può far alto che assisterlo. Così punta l'arma contro uno dei cani e fa fuoco. Dopo essersi a fatica occupata di loro, torna ad assistere Edward e si rende conto che per lui non c'è più niente da fare. L'avvertimento del suo compagno di squadra riguardo zombie e mostri non la rassicura riguardo gli altri membri del team. La sua riflessione viene interrotta dal leader del team Bravo, Enrico Marini, che cerca di mettersi in contatto con lei, nonostante le intermittenze della radio. Adesso deve raggiungere Billy Coen, non può permettersi di lasciar fuggire un assassino... ma a Rebecca sorge un dubbio: Billy ha davvero ucciso quelle ventitré persone? Mentre si fa strada per uscire, trova la porta bloccata. Forse Billy non vuole essere seguito. Il rumore di una porta la fa voltare, così Rebecca realizza che probabilmente qualcun altro potrebbe essere ancora all'interno del treno, magari lo stesso Billy. Torna così alla fine del vagone, apre la porta e vede l'ex marine uscire di lì.
Billy fa il rapporto della situazione a Rebecca: quel treno è un brutto posto, in tutti i sensi. Quelle persone non erano normali e non stavano bene, avevano cercato di morderlo. Rebecca non può credere alla storia degli zombie, ma anche Edward li ha menzionati, e Billy sostiene che abbiano tentato di mangiarlo. Il ragazzo abbassa le mani per prendere qualcosa dalla sua tasca, ma Rebecca glielo impedisce, malgrado dovrebbe prendere un diario che tratta qualcosa su un certo T-virus. Billy ora è sotto arresto e pregato di rimettersi le manette. Ma, malgrado lievi battibecchi, non ci vuole molto per giungere alla conclusione che cooperare sia il miglior modo per uscire fuori da quel guaio. Improvvisamente un rumore di vetri rotti dalla sala da pranzo sopra di loro li fa sobbalzare. Dato che Billy è un prigioniero e Rebecca un poliziotto, non resta altro da fare che andare a controllare e lasciare Billy ad aspettare che il posto sia reso sicuro. Nel frattempo, anche se l'idea non gli piace affatto, il sottotenente si trova costretto ad assecondare Rebecca, e per "ammazzare il tempo" inizia a leggere meglio il diario trovato che parla di laboratori nelle Arklay Mountains e di un certo T-virus. Questo virus, secondo quanto letto da Billy, apporta vari cambiamenti nelle dimensioni e nelle capacità intellettive e pratiche in relazione alla specie... ma all'improvviso un urlo di Rebecca lo distoglie dalla lettura e si precipita alla sala da pranzo.
Rebecca ha davanti a sé un uomo diverso dagli altri cadaveri. Forse non è nemmeno un cadavere: ha la testa piegata sulla spalla e non sembra riportare ferite gravi, ne tantomeno è ricoperto di sangue, ma solo da un fluido brillante e dall'aspetto viscido. Rebecca gli si avvicina all'uomo, cercando di stabilire se sia morto o meno e attirando la sua attenzione, finché la testa del suddetto non cadde a terra, facendola urlare dall'orrore: milioni di quelle che sembrano sanguisughe nere e viscide fuoriescono dal collo dell'uomo e si spiaccicano a terra, scomponendosi. Quelle cose nere iniziano ad aggregarsi e a ricomporlo, addirittura imitando anche gli stessi vestiti. Il vecchio inizia a camminare verso di lei, lasciando dietro di sè qualche sanguisuga. Rebecca non può fare altro che urlare ancora. Mentre disperatamente cerca la pistola per attaccare la creatura, dietro di lei sente degli spari che fanno indietreggiare quellla cosa, così si volta e vede che Billy è dietro di lei, nella classica posizione da tiratore. Dopo svariati colpi le sanguisughe si ritirano e strisciano tutte verso le finestre. Rebecca e Billy non possono credere ai loro occhi: dopo l'attacco, un uomo che sembra essere sospeso su un lago nero richiama a sè le sanguisughe con un canto in latino. Il treno si rimette in moto e inizia la sua folle corsa verso chissà quale luogo. Ormai, anche se gli altri membri del gruppo S.T.A.R.S. sono ancora vivi, Rebecca e Billy si allontanano da loro ogni minuto di più. Entrambi sono convinti di doverlo fermare, ma la porta per la sala del conducente non è aperta, sparare alla serratura non servirebbe a nulla, ma serve una scheda magnetica. Nemmeno una chiave trovata nella mano del cadavere di un addetto al treno può essere utile in quel momento. Rebecca prende posizione e, convinta del fatto che faranno prima dividendosi, dice a Billy di proseguire verso la testa del treno, mentre lei prenderà la via per la coda.
Se c'è una cosa che Billy sa è che in situazioni come queste stare soli non è una buona cosa. All'erta percorre quello che resta del vagone ristorante, pieno della sostanza gelatinosa lasciata dalle sanguisughe. Dritto per il primo vagone, Billy per prima cosa si assicura che non ci sia qualcuno che se ne va gironzolando. Dopo ciò un odore terribile lo colpisce, e sgrana gli occhi davanti quelle che sembrano sacche ovulari dischiuse, nere e aperte, da cui cola un liquido simile a quello lasciato dalle sanguisughe. Billy non ci mette molto a capire che è da lì che quelle bestiacce venivano. Il sottotenente prosegue, evitando quelle sacche forse ancora piene, e si trova a decidere se entrare fra due stanze, alla ricerca della benedetta scheda magnetica. Non la trova, ma i suoi occhi si accendono di fronte a un fucile; rassicurato dal peso dell'arma, pensa che adesso gli sarà più facile avanzare verso la testa del treno, anche se l'impulso di tornare da Rebecca a "fare rapporto" è forte. Billy arriva alla zona bar del treno, e come per le stanze precedenti non trova nessun corpo. Solo a metà strada per proseguire, il sottotenente viene bloccato da un rumore: tre buchi sul tetto metallico del treno un violento scossone, alcuni proiettili che cadono a terra... La pioggia inizia ad entrare, e a Billy non sembra vero di scorgere degli artigli simili a quelli di un granchio o di uno scorpione gigante. Non ci pensa due volte: corre dritto filato verso l'uscita, ma è bloccata; fa in tempo a voltarsi per vedere il proprietario di quegli artigli che gli blocca l'altra via d'uscita.
Nel frattempo, Rebecca ha appena deciso che l'ultimo vagone è a posto, quando un altro cane la attacca. Prima di arrivare alla coda del treno è passata per la cucina, e si è resa conto che non ci sono più così tanti corpi. Mentre passava per spazi angusti e bui, con un po' di paura, ha cercato di farsi forza pianificando quello che avrebbe fatto. Trovare la carta, fermare il treno e cercare dei veri aiuti. Ancor prima che il cane attaccasse, ha esaminato una via di fuga: la finestra. Con un po' di fortuna ne uscirebbe viva e con pochi danni. Persa nei suoi pensieri il tocco delle unghie del cane sul pavimento del treno non l'ha raggiunta subito, e poi tutto accade velocemente. Rebecca sa che se il cane la morde diventerà uno di quei morti che camminano, e nell'istante in cui riesce ad ucciderlo si rende conto che quelli a cui ha assistito non sono gli effetti di una malattia mentale, ma di un virus. Non è molto ferrata in tossicologia, però sa che c'entra qualcosa il T-virus che ha menzionato Billy, e deve saperne di più. Rebecca non può più prendere in considerazione l'idea di saltare fuori dal treno in corsa, sarebbe un suicidio, e prima di andarsene trova solo un anellino dorato; ora è pronta a raggiungere Billy, sperando che lui abbia avuto più fortuna di lei.
Billy si trova ad affrontare una cosa somigliante a uno scorpione dalle dimensioni di un'auto sportiva. Sa che non c'è tempo per pensare, e l'atmosfera circostante non fa altro che fargli perdere la concentrazione, facendo sembrare il tutto più infernale. Billy si prende una manciata di secondi per mirare alla creatura che si fa sempre più vicina. Dopo un'estenuante e pericolosa battaglia, e grazie anche al fucile appena trovato, la creatura cade a terra, a quanto sembra, morta. Qualunque cosa sia stata, sicuramente era collegata al T-virus, ai cani e ai morti che camminano per il treno. Billy riprende i proiettili caduti in precedenza, ricarica il fucile e, cercando per l'ultima volta la carta magnetica senza riscontri positivi, si avvia per cercare Rebecca, sperando di non dover incontrare i parenti dello scorpione appena abbattuto.
Rebecca sta tornando verso la direzione presa da Billy quando sente in lontananza dei rumori di arma da fuoco alle sue spalle. Si ferma per un secondo, ma non va a controllare subito: la chiave nella mano dell'addetto al treno può essere utile in qualche altro caso, così si dirige verso il vagone passeggeri, dove ha lasciato Edward; magari potrebbe stendere un lenzuolo o un cappotto sopra il cadavere del suo compagno di squadra. Quando Rebecca passa per le doppie porte e cerca il corpo di Edward a terra, non lo trova. È scandalizzata da ciò, e anche se sa che potrebbe essersi rialzato non vuole crederci; eppure, delle impronte di sangue e gli stivali militari di uno zombie attaccato al muro, le fanno credere a quella cruda realtà: Edward è diventato uno zombie, e non appena la vede, si avvicina affamato verso di lei. Rebecca non può far altro che puntargli la pistola, e, a malincuore, fare fuoco mentre gli augura di trovare riposo. La ragazza è ancora lì, a guardare il corpo del suo amico, mentre Billy la raggiunge pochi minuti dopo.
William Birkin si affretta fra i sotterranei, sia perché già in ritardo con Wesker, sia perché quel posto puzza di morte. I suoi amici, i suoi collaboratori sono tutti... quasi morti. Fu un incidente, niente di più, niente di meno, si sapeva dall'inizio che sarebbe potuto succedere. Fortunatamente lui e Annette erano a Raccoon City quel giorno. Quel giorno le porte erano state bloccate automaticamente per contenere il contagio e... poteva essere stato Wesker. Erano anni che cercava una via d'uscita anche se è uno dei veterani dell'Umbrella Corporation. Birkin si deve sbrigare, vuole incontrare Wesker prima che si vada ad occupare della S.T.A.R.S.. Ma se non è stato Wesker, allora chi? È in ritardo, ma era stato preso dalle ricerche del suo virus, il G-virus. Sa che deve tenerlo nascosto, e anche Annette è disposta a rischiare per il lavoro di una sua vita. Se l'Umbrella ne venisse a conoscenza, allora gli potrebbe dire addio, già troppe volte ha visto scienziati privati dei loro lavori. Prende l'ultimo ascensore che lo divide da Albert, e questi, senza voltarsi, lo chiama a sé per fargli vedere una cosa urgente. William Birkin chiede che cosa debba guardare, ma Wesker lo zittisce e gli indica uno zombie inquadrato dalla telecamera. Corre da un lato all'atro della stanza, e il suo braccio si allunga fino a toccare terra. È la terza volta in meno di mezz'ora che succede. Birkin non sa nulla di quello che potrebbe essere un altro esperimento o una mutazione del virus, ma è ovvio che non è nulla di buono. Nel frattempo Wesker ordina di liberarsi del treno, e Birkin si convince che è il momento di lasciare Raccoon City.
Billy tenta di scuotere Rebecca dal suo stato di trance, dovuto allo shock della morte del suo compagno, e anche se non vuole essere indelicato devono comunque sbrigarsi a fermare il treno. Così al secondo richiamo Rebecca torna lucida, e chiede a Billy se poco prima avesse sparato. Quest'ultimo conferma, e mostra a Rebecca la sua nuova arma. Poi i due notano la serratura di una cassaforte, e il sottotenente rimane un po' turbato: roba del genere su un treno? Ma il treno è di proprietà dell'Umbrella, c'era da aspettarselo. Rebecca fa notare a Billy che un morto tra i lavoratori del treno stringe nel pugno una chiave. Billy va a controllare, ma la chiave appartiene al vagone da pranzo... non è nulla di utile dato che quel vagone è già stato aperto. Comunque, malgrado ciò, Billy fruga nel cappotto di quell'uomo e riesce a trovare un mazzetto di chiavi. Molte sono senza nome, ma una in particolare attira la sua attenzione: quella con l'etichetta con su scritto "ufficio del conducente". Poi torna dalla ragazza, e pochi minuti dopo i due sono proprio davanti a quella porta. La chiave gira e permette loro di entrare in una piccola stanza con carte e fogliacci sulla scrivania. Rebecca dà un'occhiata alle carte, ai cassetti, ma non trova nulla di utile. Infine trova degli appunti riguardanti una serratura legata a degli anelli... Billy nel frattempo trova una scatola nell'armadio, la prende e la agita per cercare di capire che cosa ci sia dentro: qualcosa di molto leggero, si spera una scheda magnetica. Billy Controlla la serratura: è molto resistente, ma non c'è traccia di una toppa per chiavi o qualcosa di simile, ma solo due rientranze rotonde. Ricorda le parole di Rebecca riguardo una serratura ad anelli... si fa leggere di nuovo il promemoria: "in caso di emergenza aprire la scatola con una coppia di anelli". La ragazza mostra a Billy l'anello che ha trovato all'ultimo vagone del treno, e lui si fa sempre più convinto della prossima libertà: avrebbero fermato il treno, trovato una radio per cercare aiuto e magari anche una mappa per uscire dal bosco. Non ha però idea di che cosa lo aspetti.
Qualcuno ha fatto partire il treno, anche se Wesker è convinto che qualcuno di quegli esseri senza cervello sia incappato nei controlli. Presto un elicottero dell'EPA lascerà due uomini per fermare il treno. Mentre il capitano S.T.A.R.S. pensa che gli piacerebbe essere lì a far fuori tutti quei mostri, la paranoia del brillante scienziato lo interrompe. Birkin chiede conferma che sia il virus, ma secondo Wesker non può essere nient'altro. La paranoia di Birkin non è altro che frutto della sua ossessione verso il G-virus. Il collega lo rassicura: nessuno ai piani alti è al corrente della fuga di virus. Certo, non è del tutto vero, ma almeno rassicurerà Birkin. Intanto lo scienziato si preoccupa di chi abbia causato tutti quegli incidenti, non solo nel treno, ma anche alla villa. Giunge fnalmente la comunicazione dei due membri dell'EPA che sono arrivati sul treno. Dopodichè Wesker ribadisce a Birkin che il treno va distrutto, e che, dal momento che non ci sono altri problemi, non c'è bisogno di crearne di nuovi. Poi si rimette in contatto con i due soldati, ma quello che riesce a sentire sono solo le loro urla. Mentre digrigna i denti, dietro di lui, Birkin è nel panico.
Billy e Rebecca sono davanti alla porta a chiusura magnetica, con la carta in mano e un'espressione di trionfo sul viso. Tuttavia Billy non è raggiante quanto Rebecca: dice di aver sentito un elicottero in lontananza, ma lei non ha sentito nulla. La ragazza inizia a rivalutarlo: in fin dei conti Billy le ha salvato la vita... Aperta la porta, il suono del treno diviene un ruggito, e si ritrovano in uno spazio aperto. La pioggia e il vento battono su tetto, e in quel momento entrambi si rendono conto di quanto veloce stia andando il treno. Scorgono due figure a terra: quando si avvicinano non solo si rendono conto del liquido appiccicaticcio e un po' luminoso che è sui corpi, ma anche delle sacche ovulari delle sanguisughe appese al soffitto. Ovvio che c'è qualcosa che non va. Rebecca cerca segni di vita, nei due corpi, ma niente da fare. Poi segue Billy verso il vagone successivo. Questi spinge la porta e le fa cenno di entrare. Arrivano finalmente in quella che sembra proprio la sala comandi, ordinata, se non fosse per il solito liquido luminoso su tutti i comandi, che, fra l'altro, sono bloccati. Rebecca si avvicina ai pannelli con la carta magnetica in mano, e dopo essersi accertata che non serve proprio a un bel niente, prende il mazzetto di chiavi cercando qualcosa che rechi la scritta "freni di emergenza" o simili. Non trova nulla, ma Billy sì, una leva, e non ci pensa due volte a premerla, mentre sugli schermi compaiono diversi messaggi di emergenza. Quello che più preme i due ragazzi è che per attivare i freni di emergenza c'è bisogno prima di attivare i terminali alla testa e alla coda del treno. Al messaggio di riattivazione della corrente al terminale alla coda Billy dà un segnale positivo: la corrente è ripristinata. Rebecca non può far altro che incitare Billy a fermare finalmente questo maledetto treno che va sempre più veloce. Billy tira la leva, ma un messaggio comprare sullo schermo: "I freni posteriori vanno attivati prima che vengano utilizzati i freni di emergenza". Il ragazzo è particolarmente frustrato: possibile che non si possa fermare il treno dalla sala comandi? Rebecca gli fa notare che probabilmente serve un codice di accesso. Tuttavia manualmente è possibile, infatti alla fine del treno ha visto un terminale, andrà lei ad attivarlo. Billy glielo impedisce, può correre più velocemente di lei, ma servirebbe anche un metodo per mettersi in contatto, in modo da avvisarla per tempo dell'accensione manuale dei freni. Rebecca non idea di come fare, ma alla fine ha un lampo di genio: la radio di Edward. Billy la prenderà mentre andrà verso il terminale. Così il ragazzo si incammina lasciando Rebecca da sola con la mano sulla leva, pronta appena ricevuto il segnale. I secondi passano, e a Rebecca sembrano eterni, così preme il tasto per attivare la comunicazione con la radio di Edward. Chiede la sua posizione, se ce l'abbia fatta, ma nessuno le risponde. Inizia a preoccuparsi su cosa sia potuto succedere a Billy. Decide di andare a cercarlo, o comunque di riaccendere il terminale lei stessa, e nel momento esatto in cui lascia la leva per aprire la porta sente la voce di Billy dalla radio che le ordina di tirare la leva. Rebecca torna alla sua postazione e senza farselo ripetere due volte tira la leva mentre nota una stazione che passa troppo velocemente... forse è già troppo tardi; nel frattempo le rotaie del treno stridono, e questo inizia a dare qualche segno di deragliamento. Rebecca vede le scintille delle rotaie, il pavimento diventare il soffitto, e l'ultima scossa fa fermare finalmente il treno. Infine le luci si spengono.
Billy si sveglia con uno strano odore di bruciato e col dolore delle sue ferite. Chiama Rebecca, ricordando molto velocemente il treno, i freni e che fine abbia fatto Rebecca, ed è questo pensier che lo sveglia del tutto. Comincia a chiamarla mentre si fa sempre più avanti. Devono andarsene da lì al più presto... Nel frattempo si guarda intorno: il treno si è scontrato con un edificio che sarebbe dovuto essere il suo effettivo punto di arrivo o una sorta di un terminal di manutenzione. Comunque non gli importa per ora, deve ancora trovare Rebecca. Billy, imperterrito, continua a chiamare la giovane recluta della S.T.A.R.S. facendosi strada fra quello che rimane dei sedili dei passeggeri, delle luci... Un lamento lo fa voltare, e pensa che sia Rebecca. Mentre si china per cercare di aiutarla si sente in colpa: lei aveva chiamato alla radio pochi minuti prima dello schianto, sembrava spaventata, e lui avrebbe dovuto risponderle. Il corpo della ragazza è con la faccia rivolto verso il basso e i vestiti sono stracciati; poi sente una voce dietro di lui. Girandosi è un po' stupito di vedere Rebecca: è preoccupato per la lieve linea di sangue che scende dalla testa della ragazza che impugna la sua pistola, ma un altro lamento e le mani del corpo a terra che annaspano verso il suo braccio lo fanno indietreggiare un po' spaventato. Lo zombie continua ad avvicinarsi verso Billy, ma nel frattempo Rebecca elimina quello che era rimasto della vita di quel poveretto, ormai totalmente cambiato da come era una volta. Billy si alza e la ringrazia. Poi entrambi si guardano in giro per vedere se ce ne sono altri. In effetti sono nascosti, quindi tanto vale sbrigarsi ad uscire da lì. Billy si assicura che Rebecca stia bene, e in effetti è così tranne per un mal di testa terrificante: dopotutto questo è stato il suo secondo incidente della giornata. Il sottotenente chiede dell'incidente della sua squadra, ma ciò non fa altro che rievocare tristi ricordi nella ragazza. Insomma, Edward le era morto fra le braccia. Scendono dal treno, non prima di aver ritrovato la pistola di Billy, non lontana da dove era svenuto, e, scesi in quello spiazzo cementato, trovano una porta. Il ragazzo spera che dietro di essa ci sia libertà per lui e sicurezza per Rebecca .
È surreale guardare attraverso le telecamere il treno che si schianta nel centro di ricerche e sentire anche un leggero tremito delle pareti. Birkin è convinto ad andarsene, non per paura dei danni causati dal treno piuttosto, perché con una sola chiamata da parte di un cittadino riguardo al treno gli esperimenti della Umbrella saranno alla mercé dei media. Wesker non sembra nemmeno ascoltarlo, continua a giocare con gli schermi, ma qualcosa non gli quadra. Ormai, invece, per Birkin il caso è chiuso, il treno in un modo o nell'altro si è fermato, non importa come o per mano di chi. Wesker non vede l'ora di liberarsi di lui: non ce la fa più a sentire le sue paranoie. Birkin sta per lasciare Wesker, ha del lavoro da fare e una famiglia a cui pensare, non vuole stare fermo ad aspettare la polizia che ficcanasa sull'incidente del treno; ma Wesker lo ferma con una calma e fredda esclamazione. La curiosità porta l'egocentrico scienziato vicino agli schermi: Wesker sta guardando l'entrata del centro di ricerca quando una mano, da una botola accanto alle scale, fuoriesce. Quella è l'entrata dal terminal del treno, ed escono un uomo con un elaborato tatuaggio sul braccio e una ragazza in uniforme S.T.A.R.S.. Wesker non ci mette molto a riconoscere un membro della S.T.A.R.S., ma l'uomo con il tatuaggio gli sfugge. Birkin è sempre più paranoico: quei due dovevano per forza essere sul treno, e per di più se ne dovessero parlare succederà il finimondo. Wesker è terribilmente scocciato dalle paure del collega che gli impediscono di pensare: una o due porte aperte e quei due avrebbero finito di essere un problema, e se anche fossero riusciti a fuggire, avrebbero comunque le vicinanze piene di portatori. I due intrusi si inoltrano nella hall, e la loro attenzione viene catturata dal ritratto di James Marcus, ma non solo la loro: Birkin ha sempre odiato quel ritratto, gli ricorda il suo vero inizio alla Umbrella, e una voce lo fa sobbalzare. La voce di James Marcus, morto ormai da dieci anni, ripete il motto della compagnia per tutto il centro di ricerca, e Wesker alza il volume. Birkin è sempre più agitato e afferra la spalla di Wesker che se lo scrolla di dosso; è tutt'occhi per gli schermi, che cambiano locazione. La stanza non viene riconosciuta da nessuno dei due, ma l'uomo vestito di bianco, dai capelli castani e gli occhi scuri, sembra una vecchia conoscenza. Wesker chiede più a sé che all'uomo chi sia , dato che comunque l'uomo non può sentirli. Per tutta risposta si sente una risata, una risata che sembra scaturire da una persona lì con loro. Dopodiché parla: è stato lui a contaminare il centro di ricerca e il treno, e alla richiesta di spiegare il perché non si tiri certo indietro risponde che vuole vendetta sull'Umbrella. Wesker capisce subito che quello è lo stesso uomo del ritratto nella hall, James Marcus. Lui stesso conferma che dieci anni prima l'Umbrella lo uccise, e Wesker e Birkin la aiutarono nell'omicidio. E adesso eccoli lì, a guardare un uomo che credevano morto.
L'uomo interrompe la comunicazione, e intonando una dolce canzone richiama a se i propri bambini che si aggruppano ai suoi piedi, diventando parte di lui, adorandolo, chiedendo che cosa bisognasse fare dopo. Non ha un piano preciso, qualunque cosa gli capiti alla mano andrà bene, l'importante sarà guardare. La cosa fondamentale per lui è che l'Umbrella fra poco cesserà di esistere. Poi pensa a come occuparsi dei due intrusi del treno: in un primo momento pensa di ucciderli, ma potrebbe anche sfruttarli per i propri scopi. Li aiuterà alla fine, l'Umbrella può costruire nuovi laboratori, assumere gente nuova, ma se i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sui disastri e sui crimini commessi da essa, allora non ci saranno problemi nella sua distruzione. Eppure un piccolo problema sorge: il centro di ricerca era stato costruito come la villa dei Trevor, piena di segreti, passaggi e chiavi nascoste... tutto per l'ossessione di Spencer, uno dei co-fondatori dell'azienda. Non sarà semplice uscire da lì. Bene, aiuterà i due, hanno dimostrato di sapersela cavare... l'uomo interrompe i propri pensieri per ridere chiedendosi a che cosa stiano pensando William e Albert, i suoi pupilli...
Per Billy quello è stato spaventoso. Probabilmente si è trattato di una registrazione accesa da qualcuno di quegli zombie. Eppure Rebecca ha già visto Marcus sul treno. Secondo Billy è solo un altro stadio della malattia, ma i sintomi non sono gli stessi; a Rebecca viene da ripensare all'uomo fatto di sanguisughe, probabilmente gli eventi sono collegati in qualche modo. Billy le consiglia di cercare un telefono per chiamare i suoi compagni, lui ha finito e se ne andrà per la sua strada; apre la porta, e prende la prima delle tante agognate boccate di libertà. Secondo Rebecca non è una buona idea, ma per quanto Billy apprezzi l'interessamento, non gli va di diventare il pasto di un mostro... se non fosse che non può scappare. Il centro di ricerca è costruito su una collina, con una strada che porta verso la foresta, ma purtroppo la strada si interrompe nel nulla. Rebecca non può far altro che prenderlo in giro mentre lui la informa che troverà un'altra via d'uscita, sempre se lei troverà un telefono per impedirgli di farlo chiamando i suoi compagni. Per la ragazza il sottotenente è terribilmente irritante, ma non pericoloso. C'è qualcosa che non va nella sua storia, glielo dicono i suoi istinti, ma la sua attenzione torna sul quadro di Marcus che non c'è più. È sparito, e dietro di esso c'è un corridoio con una rampa di scale che porta verso il basso: qualcuno vuole che vadano giù, ma per Billy non è affatto una buona idea. Da un primo controllo Rebecca nota due porte al primo piano e altre due al secondo. Non sanno proprio che fare, e decide un rumore per loro: qualcosa di pesante ma morbido che cade vicino all'entrata... Billy e Rebecca prolungheranno il loro piccolo tour ancora un po'. Devono trovare un modo per uscire da quel posto vivi... e Rebecca pensa sia meglio dividersi, anche se il sottotenente non è assolutamente d'accordo. Devono trovare un modo per uscire vivi da quell'incubo, non devono diventare carne da macello per chissà quale orribile mostro! Rebecca gli ricorda che in questo modo l'ultima volta sono riusciti a fermare il treno; dividersi è la scelta migliore per sbrigarsi ad esplorare, e poi ora hanno le radio. Rebecca si occuperà del piano superiore, Billy dell'inferiore...
Billy inizia a perlustrare la prima stanza. Non è molto convinto all'inizio, però alla fine ci pensa su: se trovasse un'uscita potrebbe darsela a gambe e salutare la ragazza via radio, non prima di essersi assicurato che qualcuno stia arrivando. Intanto deve tenere la mente vuota e concentrarsi sul da farsi. Porta numero uno: una sala da pranzo, un tempo sicuramente elegante, ma ora con tre morti viventi che vagavano per essa e che si girano verso di lui. Velocemente chiude la porta e aspetta di vedere se riescono ad aprirne una. Dopo qualche secondo tutto quello che sente è un colpo contro la porta e un lamento di frustrazione. È al sicuro. Per quanto spaventose possano essere quelle creature si tratta pur sempre persone malate, se avesse potuto evitarle lo avrebbe fatto. Billy apre la seconda porta, non trova nulla di terribile, è una sala che sembra pulita. C'è una porta vicino a lui, prima di proseguire la apre e fa qualche passo avanti entrando nel bagno. La villa, o quello che era, sembra abbandonata, ma recentemente, anche i bagni sono messi abbastanza bene. Tuttavia ci sono dei rifiuti insoliti per un bagno: piante e una tanica di gas. Billy si inoltra nel bagno, trova un lavandino nascosto, e sente un passo, un lungo silenzio e poi un altro passo: si chiede se ha chiuso la porta. Dalla posizione in cui si trova, gli è difficile vedere la porta, però riesce a vedere un lungo specchio. Vede la sagoma di una persona. Con la pistola puntata esce dal suo "nascondiglio" e si trova davanti un uomo. Billy prende la mira, non vuole sprecare colpi, proprio per questo si prepara con calma, ma improvvisamente lo zombie si toglie dalla linea di fuoco, velocemente, fin troppo. Billy è impressionato, il braccio dello zombie e tutta la sua maglia si allungano come fossero di gomma per poi tornare al loro posto. Quest'essere è fatto di sanguisughe, come quello incontrato sul treno. Billy si chiude in uno dei bagni, quello con la tanica del gas, bloccando la porta con la spalla. La creatura è terribilmente silenziosa mentre carica la porta, e Billy nel frattempo cerca l'accendino che ha appena trovato e un po' di carta igienica, mentre la cosa apre la porta violentemente e a Billy non resta altro da fare che versargli addosso il gas. La reazione delle sanguisughe è immediata e repulsiva: iniziano a cadere a terra, lasciando spazio a una creatura nera, completamente fatta di sanguisughe che non si è totalmente smembrata; il sottotenente assesta un calcio a quello che sarebbe dovuto essere il petto della creatura, che indietreggia. Billy si dirige verso l'uscita e non ci pensa un momento a chiamare Rebecca, per lui il suo piano può andare a farsi friggere, devono trovare un modo di uscire, anche se per farlo dovranno scavare un tunnel nei muri con le loro mani.
Rebecca nel frattempo trova quello che sembra il diario di James Marcus, lo ha trovato insieme a un paio di mappe che potrebbero condurre alla libertà. La giovane recluta con quel diario scopre parzialmente quello che potrebbe esserci sotto agli omicidi nella foresta di Raccoon. Poi riceve la chiamata di Billy alla radio e capisce come le sanguisughe inizino ad organizzarsi in società. Programmano di incontrarsi nella hall.
Nel frattempo James Marcus continua ad essere afflitto dal dilemma di lasciare vivi i due. Certo, esporre l'Umbrella è la cosa più importante, ma quei due non sono altro che scocciatori per lui. Più che altro non hanno ancora capito che l'osservatorio segnato sulla mappa trovata dalla ragazza è la loro via di fuga. In un momento di sadismo lascia andare le sanguisughe ad aprire le gabbie degli esperimenti che sono molto affamati...
Al livello sotterraneo Rebecca e Billy raggiungono un condotto di ventilazione che dovrebbe portare da qualche parte fuori. La ragazza striscia lungo il condotto stretto e pieno di polvere per arrivare ad una stanza arredata in stile medioevale e sporca di sangue. E'una stanza per le torture. Nota un altro condotto di ventilazione. Dovrebbe riuscire a raggiungerlo, ma un urlo selvaggio la fa indietreggiare, e dallo stesso condotto esce quella che sembra una scimmia con la pelle disastrata, quasi come se i muscoli fossero cresciuti troppo in fretta e fossero troppo grandi per la pelle. Rebecca cerca di mantenere calmo l'animale, mantenendo il silenzio. Prende la mira e fa fuoco, ma non riesce a colpire la scimmia, e alla prima ne seguono altre due che sono in procinto di attaccarla. Rebecca cade nel vuoto.
Intanto Wesker continua a sorbirsi i racconti di Birkin sul suo nuovo virus. Magari tempo prima sarebbe stato interessato al suo lavoro, ma ora non gliene frega proprio niente. Wesker sta andando via, ma la paranoia del collega per il suo lavoro e per i ficcanaso dell'Umbrella sono sempre più insistenti. Wesker riesce a liquidarlo dicendogli di occuparsi del sistema di autodistruzione, in modo che tutto resti nell'ombra e che sia contento. Ora ha da fare: deve ottenere i dati di combattimento dei membri della S.T.A.R.S. con la scusa di cercare i membri del team Bravo, e, anche se riuscissero a trovarli tutti, mancherebbe ancora la piccola Rebecca. Mentre pensa a questo dice a Birkin di mettere il timer per la mattina, sarà l'alba di un nuovo giorno.
Billy è già in corsa quando sente l'urlo selvaggio e anche quello di Rebecca. Passa senza rendersi conto di quello che lo circonda, o meglio, è troppo preoccupato per aver lasciato andare Rebecca da sola. Si fa strada velocemente fino alla stanza dove avrebbe dovuto essere la ragazza. Entrando tre scimmie lo attaccano, ma non ha tempo di preoccuparsene, deve salvare Rebecca; chiamandola si accorge che è caduta in basso ed è aggrappata a una sporgenza metallica. Cerca di raggiungerla ma le scimmie lo attaccano ed ora è davvero costretto a farle fuori. Con più "tranquillità" si accorge che Rebecca è troppo lontana per essere tirata su. La strada per raggiungere il piano inferiore è abbastanza lunga, perciò il ragazzo inizia a correre. Potrebbe passare dalla sala da pranzo con gli zombie, e infatti una volta arrivato lì cerca di sbarazzarsene il più velocemente possibile scendendo poi le scale, per arrivare a cercare infine la porta giusta. Non c'è tempo per ragionare, deve assolutamente salvare Rebecca. Arrivato ad una stanza con una grande statua al centro si accorge di avere un'altra scimmia alle calcagna, ma non può occuparsene. Rebecca inizia a lamentarsi alla radio, così Billy corre verso la porta, e, una volta richiusa la stessa alle sue spalle, si inginocchia per tendere il braccio a Rebecca riuscendo finalmente a tirarla su.
Mentre tornano nella hall, Billy spara alla scimmia che si è lasciato dietro poco prima, e nota che è rimasta soltanto un'altra carica. Su insistenza della ragazza, Billy racconta il suo passato a Rebecca. Si sente sollevato da ciò... Rebecca sembra l'unica persona disposta a pensare che quello che sta dicendo può essere la verità.
Si fermano davanti alla grande statua circolare: ci sono sei figure di animali, ognuna delle quali ha vicino uno spazio con una lanterna e una placca. Mentre Billy legge ad alta voce alcune delle placche, Rebecca si ferma davanti a un cancello che da su un piccolo corridoio, mentre informa Billy che le lanterne andrebbero accese secondo l'ordine di forza degli animali, dal più debole al più forte. È una scocciatura per Billy, che nel frattempo prende la mappa dalla sua tasca per vedere se c'è una via d'uscita in quella zona, ma Rebecca è del parere che possano trovare degli oggetti utili. Una volta che si sono messi d'accordo sul corretto ordine, Billy inizia ad accendere le lanterne, e, riescono a risolvere il puzzle. Aprono la prima porta, ma non sembra esserci nulla di utile, fino a che Rebecca non trova due scatole di munizioni: Billy non si aspetta di trovare un bazooka, ma almeno non si può dire che gli sia andata male.
Nella seconda stanza trovano altre munizioni, e Billy si sente molto più sereno dal peso di tanto equipaggiamento. Poi, tornando indietro, i due ragazzi decidono di andare a dare un'occhiata all'osservatorio.
Nel frattempo Marcus li osserva, pensando a dove potrebbero arrivare con il suo aiuto. Li condurrà fino ai laboratori vicino alla chiesa, in modo tale da poter far loro vedere tutto l'operato della Umbrella, anche se di certo non è entusiasta all'eventualità che i due posano spulciare nelle sue ricerche. James Marcus continua ad essere combattuto se ucciderli o meno, e decide semplicemente di stare a guardare come se la cavano contro i suoi animaletti.
Arrivati al terzo piano Billy e Rebecca si trovano a scegliere se controllare prima il patio o l'osservatorio. Decidono di dividersi, e di controllare velocemente (giusto aprire la porta e vedere com'è la situazione nella stanza) per poi ricongiungersi. Rebecca controllerà il patio, ma prima ancora che i due si dividano, Billy trova qualcosa: delle placche su cui sono incisi i termini "unità", "disciplina" ed "obbedienza". Mentre i due esaminano le rispettive stanze, un rumore desta la loro attenzione: qualcosa di grosso si avvicina. Subito Rebecca corre nella direzione di Billy, ma il mostro si fa vedere: un centopiedi che ormai le è attaccato come un ombra. Rebecca corre mentre Billy tiene alzata la doppietta, e con un piede tiene aperta la porta dell'osservatorio. Nel momento in cui Rebecca è dentro, la porta si chiude velocemente alle sue spalle. Nell'osservatorio non c'è nessuna radio, e mentre Billy cerca di trovare qualcosa di utile, Rebecca lo interrompe chiedendogli se ha ancora con se le placche. Recitando il motto di Marcus, la ragazza riesce a risolvere il puzzle, e l'intera stanza inizia a scendere verso un livello sotterraneo, come fosse un ascensore.
Scesi, si rendono conto che non sono proprio ad un passo dalla libertà come speravano. Una passerella li porta ad un altro edificio mentre scherzano e ridono, ma smettono improvvisamente vedendo i risultati del massacro: corpi e sangue ovunque. La porta di accesso è bloccata, ma con qualche calcio ben assestato Billy riesce ad aprirla. Si trovano in una chiesa dall'aria decisamente inquietante, tanto che decidono di controllare il prima possibile se c'è qualche passaggio per luoghi più "suggestivi".
All'improvviso un suono fastidioso e acuto arriva alle loro orecchie assieme ad un rumore di ali. Guardando in alto notano un gigantesco pipistrello e un buco nel tetto della chiesa. Il pipistrello inizia ad agitarsi e li punta, mentre Rebecca e Billy fuggono velocemente verso un ascensore nascosto. Riescono a raggiungerlo illesi, mentre sentono ancora le urla della bestia; l'ascensore può solamente scendere, e proprio mentre i due entrano uno zombie viene fuori dal nulla, ma fortunatamente non riesce a raggiungerli perché le porte si chiudono spingendolo indietro. Nell'attesa di scegliere un piano, sentono i lamenti dello zombie, e ad esso aggiungersene altri. Il tasto per scendere al primo livello sotterraneo non funziona, quindi l'unica alternativa è il secondo.
Le porte dell'ascensore si aprono su un corridoio dove vi sono tre porte (di cui due bloccate) assieme ad altri puzzle da risolvere. Accanto a una delle tre porte c'è un busto del dr. Marcus e un incavo della grandezza del pugno di un bambino. Fortunatamente c'è una terza porta aperta ed arrivano in una stanza piena di scaffali. Billy si avvicina per esaminare i fogli che sono su una scrivania, ma non trova niente di utile se non un misero indizio su come nascondere delle chiavi. Trovano anche un buco nel soffitto: Billy spinge una scrivania sotto di esso , ma per lui è ancora troppo alto, e anche se Rebecca si propone, rimane ancora titubante sul lasciarla andare da sola, specialmente dopo l'ultimo avvenimento. Ancora dubbioso, Billy aiuta Rebecca a raggiungere il piano sopra di loro, e la ragazza lo informa che assomiglia ad un laboratorio, anche se è troppo buio per distinguere. All'improvviso un flebile grido della ragazza fa gelare il sangue a Billy. Rebecca è semplicemente sorpresa, anche se non in modo piacevole: davanti a lei si stagliano quattro capsule contenenti quattro tipi diversi di orrori, testati su soggetti umani. Una delle capsule invece contiene delle provette, ciascuna contenente delle sanguisughe, ma una di esse in particolare desta la sua attenzione: non è una vera sanguisuga. Grazie all'indizio trovato da Billy sul come nascondere le chiavi, capisce che può essere utile, specialmente ricordando gli incavi vagamente somiglianti alla forma di una sanguisuga. Informa Billy di aver trovato la chiave, e lui le dice di scendere per poi andare a controllare insieme. Rebecca rimane su invece, e decide di lasciare la chiave a Billy per farlo andare a controllare mentre lei cerca qualche altra mappa nel laboratorio.
Marcus è furioso. Non doveva farlo, la ragazza avrebbe dovuto semplicemente continuare ad esplorare e lasciare in pace le sue memorie. Inutile dire che è tempo di mandare i bambini a giocare.
Billy vuole sbrigarsi, non gli va proprio di lasciare Rebecca da sola, e intanto la chiave trovata da lei apre la "serratura" della porta. Billy, aprendola, si trova davanti uno spettacolo bello quanto agghiacciante: lo studio è arredato benissimo, e una fioca luce proviene da un acquario all'interno del quale non ci sono pesci, nè sassolini o alghe di plastica, ma solo pezzi di corpi umani che galleggiano in cima. Cercando di non guardare, Billy si dirige verso una libreria dell'ufficio, e, sfogliando un vecchio album di fotografie, capisce di trovarsi nello studio del dr. Marcus . In questo modo scopre anche che probabilmente il tipo che sul treno cantava alle sanguisughe può essere il figlio o il nipote di Marcus alla ricerca di vendetta. Non ha tempo per pensare a queste cose e quindi inizia a cercare sulla scrivania qualche mappa o qualche chiave, ma non trova niente e apre una porta dell'ufficio che conduce ad una seconda stanza piena di busti. Sembrano divinità romane, e una di esse tiene in pugno qualcosa. Billy riesce a prendere l'oggetto: si tratta della stessa "chiave" di poco prima, questa verde anziché blu come quella che Rebecca gli ha dato.
Nel frattempo Rebecca esamina tutti gli appunti del laboratorio, notando dei fogli su cui è appuntato a quante sanguisughe sia stato somministrato il virus-T. Nel primo è sottolineato il numero delle sanguisughe, ovvero "quattro" . Andando avanti nella sua ricerca, nota anche altre parole sottolineate, come "raddoppiato" , "due", "perse la metà". L'ultimo straccio di appunti delinea a che punto fosse arrivato ormai James Marcus. La lettura di Rebecca viene interrotta da Billy che la chiama e le lancia la chiave a forma di sanguisuga. Lui vorrebbe raggiungerla, ma Rebecca continua a dirgli di potersela cavare da sola e di continuare ad esplorare; tra l'altro l'altra porta nel corridoio è chiusa da una combinazione, e non ne conosce il codice, ma Rebecca ormai sì (riuscita a decriptarlo tramite le parole sottolineate negli appunti del dr. Marcus, letti un attimo prima).
Mentre Rebecca controllerà il piano superiore, Billy controllerà quello inferiore. La ragazza arriva in un piccolo corridoio tramite il laboratorio; fra tutte solo una porta è aperta e Rebecca riesce a raggiungere un'area che sembra essere lo stesso laboratorio dal quale è venuta. In qualche modo possono essere collegati ... Nel frattempo avverte un movimento: uno zombie è di fronte a lei e cerca lentamente di avvicinarsi; Rebecca, notando i suoi movimenti molto lenti, raggiunge la porta davanti a sè e riesce ad evitarlo entrando in una stanza dove nota subito una porta verdognola con il profilo di James Marcus. Trovata la porta da aprire con la chiave, Rebecca prega che ci sia qualcosa per cui sia valsa la pena controllare, infatti trova una chiave. Purtroppo non sa che cosa apre, ma potrebbe benissimo andare in qualche porta del corridoio. I suoi pensieri vengono interrotti da Billy alla radio, che la informa che senza la maniglia della porta non si sa se la combinazione è giusta. Decidono di incontrarsi di nuovo alla biblioteca, ma Rebecca prima vuole controllare se la chiave apre la porta nel corridoio. Torna indietro evitando lo zombie ed infila la chiave nella serratura. La porta si apre mentre dietro di essa qualcosa la sta aspettando.
Billy sta aspettando sotto il buco, ma sente improvvisamente un urlo e un verso acuto e straziante. Senza nemmeno provare di contattare Rebecca alla radio, Billy si arrampica, individua la porta e si fionda nel corridoio, dove trova la ragazza poco lontana da un mostro, un rettile umanoide. Ha delle ferite, probabilmente i colpi di Rebecca, ma Billy subito provvede a peggiorare la sua situazione. La faccia della creatura ormai non c'è più, e Billy si avvicina a Rebecca che gli dice di sciacquarle la ferita con del disinfettante, visto che non è stata morsa.
All'interno della stanza nella quale era rinchiuso l'Hunter i due trovano un documento davvero spaventoso che riporta i tipi di esperimenti che l'Umbrella conduceva, fino ad arrivare ad un'arma bio-organica nettamente superiore alle scimmie e ai rettili, qualcosa che avrebbe potrebbe essere molto più pericolosa. Poi trovano anche quella che sembra una maniglia per la porta con la serratura a combinazione, e insieme tornano indietro.
Nel frattempo Marcus li osserva aprire la porta, si aspetta che la sfondino, invece sono riusciti a trovare la combinazione. Ad aspettarli ci sono due zombie formati da sanguisughe e un paio di scimmie, mandate apposta. Preso dai suoi piani contro l'Umbrella, non si accorge nemmeno che l'uomo riesce ad uccidere le sue creature, e in quel momento la sua voglia di vederli morti supera la sua intenzione di distruggere l'Umbrella. Tuttavia la sua vendetta arriva inaspettatamente presto: un Eliminator riesce a scagliarsi contro Billy e a gettarlo nelle fogne. Marcus non può non sorridere: il secondo "uomo" sta per avventarsi contro Rebecca, ma pian piano il suo sorriso svanisce: la giovane prende la doppietta e distrugge anche l'altra colonia. Più adirato che mai, decide di liberare il re: il Tyrant.
Davanti a Rebecca c'è un uomo morto che tiene in mano una magnum. Riesce a prenderla, ma non è carica, Billy porta con se i proiettili... deve trovarlo. Rebecca è combattuta, non sa se scappare o andare a cercare Billy, ma gli deve troppo e non può lasciarlo indietro come se niente fosse. Dopo una rapida revisione delle armi, Rebecca sale su una piattaforma e scende al piano più basso, in modo da poter cercare un' entrata alle fogne e salvare Billy. Scende in una stanza grande, probabilmente un impianto di smaltimento rifiuti. Accanto a lei c'è una porta targata "sicurezza", e più avanti un corridoio che porta verso un ascensore. Non ha tempo per decidere, deve scendere per raggiungere le fogne, così senza nemmeno pensare che nella stanza ci sia qualcosa di utile, prende l'ascensore e scende ancora una volta. Un suono la mette all'erta: si allontana il più possibile dalle porte dell'ascensore tenendo alzata la doppietta. Davanti a lei trova un uomo che indossa un'uniforme, quindi abbassa l'arma, rincuorata dal sentire la voce del capitano del suo team, Enrico Marini. Viene a sapere che il resto della squadra sta cercando sia lei che Edward, ma Rebecca dice che quest'ultimo non ce l'ha fatta. Enrico le mostra velocemente i documenti che hanno trovato, e la informa di una villa poco più a est; si stanno dirigendo infatti tutti lì, ma Rebecca non può seguire il suo capitano, deve prima trovare Billy. Un po' sbigottito Enrico acconsente, dandole l'ordine di raggiungerli il più presto possibile una volta trovato il fuggitivo. Si separano, e mentre Rebecca continua per la sua strada un rumore la fa sobbalzare: un masso che cade. Non solo uno, ma anche un secondo ed un terzo. Si volta verso il rumore e nota che i detriti accumulati iniziano ad essere spostati da qualcosa. In preda al panico, spinge di nuovo il bottone per chiamare l'ascensore, ma ormai riesce a distinguere una sagoma che si fa strada verso di lei.
Nel frattempo Billy continua a tenersi aggrappato ad un cumulo di detriti di una vecchia colonna di supporto. Ricorda perfettamente la scimmia, la caduta nell'acqua e la puzza. Non può nemmeno provare a nuotare contro la corrente, non è un grande nuotatore, nemmeno fosse stato in forma. Tutto quello che può fare è tenere duro.
La creatura che avanza verso Rebecca è disgustosa, così tanto da farle venire letteralmente il voltastomaco. Sembrava umanoide, senza capelli, pallido come il marmo, la pelle è strappata in diversi punti, e gli arti sono deformati. Quasi incosciente, Rebecca alza la doppietta e fa fuoco. Dal petto del mostro escono rivoli di sangue nero. In questo modo riesce ad allontanarlo da sé, anche se per poco, comunque sollevata dal rumore dell'ascensore; se potesse fermarlo anche di poco potrebbe raggiungere l'ascensore e scappare. Improvvisamente il mostro alza uno dei suoi artigli e si getta molto velocemente verso Rebecca. Sbigottita, la ragazza riesce a schivarlo, ma il colpo del mostro sembra andare a colpire una specie di impianto, perché dopo un suono, una grata metallica inizia a scendere, proprio per separare l'ascensore dalla quale è arrivata Rebecca. La ragazza prova ad andare dall'altra parte, non vuole rimanere intrappolata con il Tyrant. Sfortunatamente il suo piano non va in porto, ed è costretta ad elaborarne uno nuovo per raggiungere l'altro ascensore prima che il mostro possa raggiungerla. La ragazza riesce ad entrare nell'altro ascensore, nonostante il mostro continui a correrle dietro senza demordere. Mentre aspetta la chiusura delle porte non ha più tempo nemmeno per mirare, spara e basta colpendo la spalla del mostro, che rallenta. Preme il bottone più in basso e, chiudendo gli occhi, inizia a pregare di avercela fatta. I secondi passano e Rebecca raggiunge l'ultimo piano, iniziando a sentire un rumore di acqua scosciante. E' arrivata alle fogne, e, speranzosa, apre le porte e continua ad avanzare .
Finalmente Birkin sta uscendo dal centro, dopo aver impostato il sistema di autodistruzione per l'alba. Tuttavia gli si gela il sangue nelle vene al sentire un urlo straziante: non aveva mai sentito niente di simile, ma non gli ci vuole molto a capire, avendo assistito al progetto nelle ultime fasi, che il proto Tyrant è libero. Poco importa, oramai tutto brucerà.
Billy sente qualcosa, si volta verso il suono e intravede una figura umana. Urla cercando di farsi sentire, e riconosce Rebecca. Vederla dall'altra parte lo porta a fargli mettere la stanchezza da parte. In ogni caso Billy non ha un momento di tregua. Rebecca gli fa infatti notare che qualcosa sta correndo nella sua direzione, qualcosa somigliante a un serpente e forte abbastanza da fargli lasciare la presa e così lasciarlo in balia della corrente.
Dal canto suo, Marcus è lì, a guardare la scena: la frustrazione di Rebecca che continua a salire mentre il suo "compagno" viene scaricato nelle profondità dell'impianto. Anche William Birkin è sotto il suo occhio vigile, ma decide di lasciarlo fuggire, è totalmente concentrato sulle vicissitudini dei due, e non vede l'ora che lo scontro faccia a faccia arrivi.
Rebecca non si rende nemmeno conto di dove stava andando, sa solo che sta scendendo giù e sempre più giù nelle profondità dell'impianto. Fra l'altro, ormai non è più spaventata dagli zombie, tanto che riesce facilmente ad eliminare tutti quelli che ostacolano il suo cammino. Dopo aver visto che Billy è ancora vivo, non può far altro che sbrigarsi. Stanza dopo stanza riesce finalmente a raggiungere gli scarichi, dove trova Billy, esausto. Dopo un rapido controllo medico abbastanza improvvisato, Rebecca aiuta Billy ad alzarsi e intorno a loro trovano resti umani. Ossa e quant'altro, rimasti per anni sotto acqua scrosciante; probabilmente vecchi esperimenti della Umbrella. Mentre Rebecca lo guida verso una stanza sicura dove potersi riprendere, Billy ascolta tutto quello che le è successo, dal proto Tyrant alla magnum. Una volta pronti, i due continuano per cercare una via d'uscita, e ci sono quasi questa volta. Trovano un passaggio che collega l'impianto ad un altro edificio, secondo Rebecca la strada che i suoi compagni hanno già percorso e "pulito". Mentre Billy sente come se avesse una chiave universale in mano al posto della magnum, in ogni caso, i due raggelano al suono di qualcosa che cade nell'acqua e che subito dopo emerge. Billy non ci mette molto a collegare la descrizione di Rebecca con l'enorme mostro che fuoriesce dall'acqua. L'intenzione di Rebecca è quella di fuggire, ma Billy non è dello stesso parere, preferirebbe ucciderlo. Billy prende la mira e fa partire il primo colpo, vicino al cuore, ma niente da fare. Al colpo che avrebbe dovuto abbattere un elefante ne segue un altro, finché Rebecca, stufatasi di urlare a Billy di correre, mira alle gambe del mostro e fa fuoco. Una volta a terra il Tyrant è spacciato, e così i due possono proseguire tranquillamente. La voglia di tornare indietro non c'è, quindi non possono far altro che continuare ad andare avanti, finché non raggiungono una porta che necessita una scheda per aprirsi. Inutile iniziare a disperarsi, è aperta, ma improvvisamente, dopo i primi passi nell'area successiva, la porta si chiude. Milioni e milioni di sanguisughe iniziano ad accerchiarli, finché la coppia non raggiunge l'unica porta della stanza. Finalmente i due incontrano quello che sembra il figlio di James Marcus. La figura davanti a loro, su un soppalco, inizia a parlare del suo assassinio. Marcus, ripensandoci, continua a rimanere frustrato da quell'avvenimento. La rabbia cresce continuamente, specialmente dopo aver rivisto i suoi due pupilli che lo assassinavano con il sorriso in bocca. Ricorda anche il momento in cui la sua rabbia divenne la rabbia di molti, e dopo diversi anni, finalmente la mutazione necessaria avvenne. Ora la sanguisuga regina è dentro di lui, ormai al limite dell'esaltazione. Mentre confessa e svela i suoi piani alla coppia, la sanguisuga regina prende il controllo, e le sanguisughe non si sottomettono più al volere di Marcus. La scena è disgustosa, sanguisughe ovunque, mentre Marcus diventa la regina. La cosa sciocca Billy tanto quanto Marcus, che nel frattempo assume una forma mostruosa: gli arti si allungano come fossero di gomma, e ogni sanguisuga che cade al suolo torna a soffocarlo. Accanto a lui, Rebecca sussulta mentre vede come la regina prende il controllo. Billy non ci pensa due volte a puntare la sua magnum contro il mostro, che salta in alto fino ad arrampicarsi sul soffitto, lasciando cadere a terra milioni di sanguisughe. Mentre Billy e Rebecca indietreggiano, scivolano sulle sanguisughe e le uccidono, causando l'ira della regina che continua ad ingigantirsi. Billy sa perfettamente che tornando indietro si troveranno in un vicolo cieco e saranno spacciati, per questo dice a Rebecca di correre verso la porta dall'altra parte della stanza. Al tre Rebecca scatta superando il mare di sanguisughe che la divide dalla porta mentre Billy la copre. Il sottotenente viene preso dalla creatura e sollevato in alto. Mentre continua ad essere attaccato, e proprio quando pensa che sia finita, il rumore di uno sparo e la caduta a terra gli fanno riprendere i sensi. Non c'è tempo per sentire dolore alle ferite. Recuperata la magnum, nota che ormai la regina è vicina a Rebecca che cerca di aprire la porta (ovviamente bloccata) aiutandosi sia con la doppietta che con dei calci. Proprio nel momento in cui la porta si apre, per la ragazza sembra quasi la fine, ma Billy riesce ad attirare di nuovo l'attenzione della creatura su di sè. Sbattuto contro il muro, Billy riesce a rimettersi in piedi e inizia a correre verso la porta, e si stupisce di vedere Rebecca davanti a lui che continua a far fuoco sulla regina, senza smettere. Billy corre verso la porta, mentre la ragazza non si muove, nemmeno quando esaurisce i colpi; anzi, aspetta che la creatura sia abbastanza vicina per sfruttare l'inceneritore vicino a lei: in questo modo, mentre la regina resta bloccata, Rebecca corre verso la porta se la chiude alle spalle. Più rilassati, serve un urlo della regina dalla stanza adiacente per far loro capire che si devono allontanare. In ogni caso sono finiti in una stanza con una piattaforma che porta verso l'alto, dalla quale possono intravedere una fioca luce. Smanettando con i pannelli, riescono ad attivare l'ascensore che inizia a portarli fuori dall'incubo.
La creatura non ha più il controllo delle sanguisughe. Mano a mano che il dolore svanisce si abbandona alla colonia, promettendosi che quei due non usciranno vivi. Mentre sono sull'ascensore, le luci del tunnel iniziano a farsi rosse, e una voce registrata li informa che il sistema di autodistruzione è stato attivato. Rebecca e Billy si chiedono da chi sia stato attivato, ma in ogni caso saranno fuori di lì prima della detonazione. Tuttavia le loro speranze vengono infrante da un urlo familiare e un suono metallico. Guardano giù e trovano una spiacevole sorpresa: la regina continua ad inseguirli, ma in un minuto loro arrivano all'eliporto. Manca ancora poco per raggiungere la superficie... Non ci vuole molto a Rebecca per trovare l'uscita, ma nemmeno alla regina, che immediatamente blocca il passaggio mentre urla dal dolore. I due ragazzi, grazie ad u raggio che filtra dal soffitto, capiscono che il suo punto debole sono i raggi del sole. Rebecca inizia a cercare di aprire il soffitto in modo da poter avere la meglio sul mostro, ma non c'è corrente ed è necessaria un'operazione manuale, così nel frattempo Billy fa fuoco verso il mostro. La regina riesce nuovamente a scaraventarlo al suolo, ma Billy si rialza subito, pronto a correre per dare tempo a Rebecca. Nel frattempo Rebecca è alle prese con un altro pannello di controllo dall'altra parte della stanza. E' quasi riuscita nel suo intento, ma la regina l'ha raggiunta. Non può allontanarsi e correre, non hanno tempo, fra sette minuti tutto salterà in aria e non possono permettersi di rifare il giro daccapo. Mentre Billy continua a sparare piombo sul mostro, Rebecca riesce ad aprire il tetto, e finalmente la luce illumina tutti e tre. Essa segna piano piano la morte della creatura, mentre i due giovani corrono verso l'uscita individuata poco prima, e lentamente svanisce tutto quello che un tempo era stato James Marcus.
Rebecca e Billy raggiungono il lato est della foresta Arklay, mentre il timer si avvicina allo zero; ora gli avvenimenti delle ore precedenti sembrano solo un brutto sogno. L'esplosione è enorme, addirittura il suolo inizia a tremare, ma i due non si allarmano più di tanto, ormai ce l'hanno fatta. Rebecca intravede la villa, quella dove dovrebbe essere il suo team, quindi è il momento di dire addio al suo compagno. Mentre Billy finalmente si toglie le manette e le lascia cadere sull'erba, Rebecca si avvicina a lui e gli strappa dal collo le targhette, informandolo che per lei il sottotenente Billy Coen è ufficialmente morto. Una strana sensazione avvolge i due mentre si separano, e con un ultimo saluto militare le loro strade si dividono.

PERSONAGGI

Rebecca Chambers: Membro della S.T.A.R.S. Bravo Team, è una bimba prodigio: termina gli studi a diciotto anni e subito viene reclutata per far parte della S.T.A.R.S. come ufficiale medico, grazie alle sue abilità in campo chimico e scientifico. La ragazza è la più giovane del gruppo e proprio nella sua prima missione dovrà affrontare l'orrore. Seppure inesperta con le armi da fuoco, è molto coraggiosa e riesce a risolvere le situazioni più difficili usando l'astuzia.

Billy Coen: Ex sottotenente dei marines, Billy Coen viene accusato di aver ucciso ventitré persone durante una missione, e per questo viene condannato alla pena capitale. La jeep sulla quale viene trasportato al luogo dell'esecuzione viene attaccata da dei cani zombie mentre passa per le montagne Arklay. Da un primo accenno di intervento divino verrà invece trasportato in un incubo ben peggiore. Tuttavia grazie alle sue abilità militari e alla sua concentrazione riesce ad affrontare diverse situazioni.

Albert Wesker: Capitano del team Alpha della S.T.A.R.S., Albert Wesker fu dapprima scienziato al servizio della Umbrella sotto le direttive di James Marcus, poi suo pupillo e infine suo assassino, assieme al collega William Birkin. Coinvolto direttamente ed indirettamente negli episodi avvenuti nella foresta di Raccoon, Albert Wesker non conosce pietà, si serve freddamente di chiunque possa sfruttare per raggiungere i suoi scopi.

James Marcus: Capo ricercatore e scienziato al servizio della Umbrella, è uno dei tre fondatori della Umbrella assieme ad Ozwell E. Spencer ed Edward Ashford. Riesce ad utilizzare il virus Progenitore su delle sanguisughe, generando poi quello che sarebbe stato il virus T. Sempre più ossessionato dal suo lavoro, perde il controllo, e sotto ordini di Spencer, viene ucciso dai suoi due pupilli: Albert Wesker e William Birkin. Grazie alle sanguisughe da lui "allevate" riesce a tornare in vita e cerca vendetta contro l'Umbrella. Rilascia il T-virus e le sanguisughe per tutto il centro di ricerca delle montagne Arklay, ed è lui che attacca e guida l'Ecliptic Express verso il centro.

William Birkin: Scienziato al servizio della Umbrella, è uno degli uomini che lavoravano al progetto del T-virus Quando il centro d'addestramento viene chiuso, viene spostato in un'altra sede Umbrella, dove continua gli esperimenti sul virus. Trasferito successivamente in un'altra struttura, genera il G-virus.

Edward Dewey: Membro del Team S.T.A.R.S. Bravo, è l'uomo di coda della squadra. Sebbene sia di norma anche il primo pilota, nella missione della foresta di Raccoon accettò di fare da secondo a Kevin Dooley. Dopo l'impatto, scoprì l'Ecliptic Express e lo perlustrò, ma il morso di uno zombie ne fece la prima vittima della S.T.A.R.S.

Enrico Marini: Leader del Team S.T.A.R.S. Bravo e comandante in seconda della S.T.A.R.S., Enrico è un veterano con grandi capacità di sopravvivenza e gode di grande considerazione tra i suoi subalterni. Lui e il suo Team stavano indagando sugli strani omicidi della foresta di Raccoon quando il loro elicottero fu costretto a un atterraggio di emergenza. Dopo aver proseguito a piedi, furono costretti a dividersi e vennero attaccati dai mostri nella foresta.

MOSTRI

Zombie: Persone infettate dal virus-T, apparentemente morte sembrano riprendere vita. Nonostante le ferite che vengono loro inflitte, solo un colpo alla testa può ucciderli definitivamente. Molto lenti, vengono rianimati dal T-virus che li costringe ad una continua ricerca di cibo. Basta un morso per essere infettati dal virus, che piano piano assale l'organismo di un qualsiasi essere vivente.

Cerberus: Cani usati come armi bio organiche, i Cerberus sono decisamente gli avversari più temibili. Veloci ed aggressivi, sembrano l'arma perfetta. Insieme ai ratti sono loro la principale causa di diffusione del virus, essendo riusciti a fuggire dalle sedi Umbrella delle montagne Arklay.

Sanguisughe: Parassiti mutati dal T-virus e allevate personalmente dal dottor Marcus, che sembrano gradualmente riconoscere, infettano ogni essere che attaccano. Una volta sferrato il loro attacco e temporaneamente placato la loro fame, depositano centinaia di uova. Hanno un'intelligenza collettiva e sembra quasi si comportino come singoli individui riuscendo anche le sembianza di un uomo, proprio come hanno fatto per il loro creatore.

Leech Man: Si tratta di molte sanguisughe che riescono a prendere sembianze umane, non solo come fisionomia, ma addirittura per quanto riguarda pelle a abbigliamento. Apparentemente sembrano zombie normali.

Stinger: Scorpione infettato dal virus T . Accantonato come B.O.W. a causa di alcuni difetti, come per esempio la debolezza del cranio e la lentezza con la quale si muove, dovuta alle sue caratteristiche che non sono variate dopo la mutazione.

Eliminator: Primati usati come cavie e poi abbandonati, come molti altri esperimenti. La mutazione a seguito dell'infezione con il virus-T ha sviluppato la loro muscolatura, stracciando addirittura la pelle. Forti e veloci sono avversari temibili, specialmente perché spesso attaccano in gruppo.

Hunter: Con base umana e caratteristiche rettili, l'Hunter diventa la B.O.W. per eccellenza, grazie alla sua velocità e alla sua forza e a quel briciolo di intelligenza che gli permette di eseguire semplici ordini.

Centurion: Millepiedi infettato dal T-virus, a parte le sue proporzioni gigantesche pare che non sia mutato molto nei suoi metodi di attacco e difesa naturali.

Pipistrello Gigante: Pipistrello infettato accidentalmente, risiede nella chiesa del centro di addestramento. Riesce a richiamare a sé altri pipistrelli con fastidiosi ultrasuoni.

Proto Tyrant (T-001): Il proto Tyrant è quella che sembra l'arma perfetta, quella definitiva. Pensato per seguire il suo bersaglio fino alla morte, è veloce e molto forte, e proprio questo lo rende un avversario temibile. La mutazione veloce e massiccia ha comunque messo allo scoperto il suo punto debole, sarebbe a dire il cuore. Con le parvenze di un essere umano, ha comunque sviluppato degli artigli.

Ragni giganti: Ragni infettati dal virus T, manipolati geneticamente ed utilizzati come arma bio-organica, il loro attacco consiste nel secernere acido tossico. Tuttavia a causa della loro lentezza, è possibile schivarli.

Sanguisuga Regina: Sanguisuga che ha concesso a James Marcus di tornare in vita grazie a una mutazione genetica. Manipolando anche l'aspetto dell'uomo, la sanguisuga regina poco a poco prende il controllo e si trasforma. Alla sua seconda mutazione la sanguisuga è decisamente più grande, ma nonostante questo è come neve al sole sotto i raggi solari.

RECENSIONE

Beh, diciamo che nemmeno questo è possibile considerarlo un romanzo ben fatto, specie se parliamo di Resident Evil. Tuttavia l'autrice si è ripresa leggermente, acquistando punti grazie ai personaggi, che, anche se piuttosto sconvolti rispetto ai loro alter ego videoludici, vengono resi molto meglio rispetto ai precedenti capitoli. Sicuramente è stato reso abbastanza bene Billy Coen, ma solo per le prime dieci pagine e in maniera insistente. Anche gli altri personaggi sono stati realizzati abbastanza bene, come Albert Wesker, che con il primo capitolo aveva subito una caduta assurda, si è rialzato per pochi istanti, date le sue fugaci apparizioni. Alcuni passi sono assolutamente confusi, le descrizioni degli ambienti e delle atmosfere non rendono l'idea, ci sono dei momenti in cui non si capisce assolutamente in quale luogo sia capitato il protagonista. Forse nemmeno l'autrice lo sa. Per quanto riguarda il momento in cui Billy e Rebecca si separano, verrebbe quasi da spararsi: non si capisce niente, solo che Rebecca non fa altro che scendere e scendere. Non vengono descritte le stanze, gli ambienti, giusto lievemente l'incontro con Enrico Marini e lo scontro con il Tyrant. Addirittura lo scontro finale con la sanguisuga regina viene riassunto in un capitolo di cinque pagine. Possiamo considerarlo un piccolo disastro e non un obbrobrio totale che si prospettava rispetto ai capitoli precedenti.


Crimson.Butterfly / Claire R. (***Cheeky Sprite***)

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